"Sessualità come linguaggio, l'incontro oltre le parole..."
Attraverso la sessualità si realizza una profonda comunicazione: uno scambio di affetti, emozioni, odori e umori. È un canale privilegiato per esprimere l’intimità e l’amore che le parole non possono contenere.
Comunichiamo il bisogno di essere riconosciuti nella nostra identità di donne e di uomini, ma anche la voglia di vivere e di incontrare l’altro. Al contrario, una sessualità negata può rappresentare un "no" alla vita e all'incontro, come osserviamo spesso nelle dinamiche di chiusura affettiva.
Spesso la sessualità negata al partner rappresenta il primo passo per mettere le distanze: i disturbi sessuali si accompagnano, in molti casi, alla crisi della coppia.
Oltre l'idealizzazione per un rapporto più reale.
All’inizio di un rapporto si è "abbagliati" dalle emozioni (cecità emotiva). Gradualmente l'innamoramento lascia spazio a una prospettiva diversa. La delusione è fisiologica: serve a far emergere un rapporto reale contro l'idealizzazione iniziale, portandoci a scoprire l’altro per ciò che è davvero, oltre le nostre proiezioni.
Il tradimento è spesso legato alla delusione del non riuscire a incontrarsi pienamente. È un tentativo di unione che nasce da un vuoto relazionale. Tuttavia, non rappresenta necessariamente la fine: può diventare un'occasione di crescita e di una nuova scommessa nel legame di coppia.
Un disagio della sfera sessuale può avere cause organiche o psicologiche, ma è impossibile separare i due versanti: la sessualità è un evento psicosomatico che coinvolge mente e corpo contemporaneamente.
La consulenza sessuale accoglie la domanda per fare una diagnosi corretta e indirizzare verso il trattamento più idoneo, avvalendosi se necessario della collaborazione di specialisti come andrologi, urologi o ginecologi.
Nota Professionale: Spesso la semplice ridefinizione del problema rappresenta di per sé un intervento terapeutico che permette di superare il disagio.
Riferimenti bibliografici: G. Salonia, Attese e desideri nella coppia (1998); M. Spagnuolo Lobb, Essere al confine di contatto con l'altro (2008).